FERMENTI ROMANI PER INNAMORARSI DELLA NOSTRA CITTA’

Marta Bonafoni e Rossella Muroni: “Abbiamo lanciato un percorso per la città che parte da energie e progetti delle realtà associative e civiche”

++ Il contributo pubblicato oggi tra le pagine de il manifesto ++

“C’è una Roma che soffre, e che con il Covid vede aumentare vertiginosamente le disuguaglianze che l’attraversano. C’è una Roma che resiste, e che da anni produce risposte, proposte, progetti; che con l’emergenza ha moltiplicato la sua capacità di azione. C’è infine una Roma assente dall’attuale dibattito in vista delle prossime elezioni amministrative.

Ci sembra parziale e insufficiente la discussione nata e cresciuta in queste settimane intorno a un appuntamento così cruciale per la Capitale: sbagliata la corsa al nome, grande o piccolo che sia. Inopportuna la sequenza di autocandidature. Segnata da una cifra di fortissima autoreferenzialità anche la disputa primarie sì primarie no. Un dibattito fuori sintonia rispetto ai tempi che stiamo vivendo. Per questo le associazioni Pop – Idee in Movimento e Green Italia hanno deciso insieme di prendere un’iniziativa. Per provare a rompere il suono di questo disco già sentito troppe volte in occasione degli appuntamenti elettorali della Capitale, e tentare di far risuonare una musica nuova, per portare idee, pratiche ed esperienze nella campagna elettorale per Roma 2021.

Pensiamo serva un’irruzione di verità qui ed ora, un bagno di realtà. D’altra parte è questo l’atteggiamento dichiarato con il quale ci siamo sedute al tavolo di coalizione convocato dal Partito democratico di Roma. Un allargamento al mondo civico e associativo che abbiamo apprezzato, e che pensiamo dovrà essere la norma e non l’eccezione della corsa elettorale. Noi abbiamo intenzione di dare il nostro contributo, mettendo a disposizione energie e mondi, oltreché un’idea di città che sappia guardare contemporaneamente ai nodi irrisolti degli ultimi decenni, all’attuale emergenza, e capace però anche di sognare e volare alto.

Desideriamo una Roma ecologista, femminista, capace di mettere al centro di un nuovo modello di sviluppo l’agricoltura urbana e quella sociale, la mobilità dolce e integrata, l’economia circolare, la lotta alle disuguaglianze e un nuovo welfare in grado di produrre lavoro di qualità, servizi efficienti e una comunicazione trasparente con le cittadine e i cittadini. Una Capitale davvero europea e che sappia percepirsi città mediterranea dell’accoglienza, con al centro la cultura, il turismo sostenibile, la conoscenza, un tessuto di piccole e medie imprese parte della ricucitura fra centro e periferie. Una città protagonista di una piena e coraggiosa transizione ecologica, digitale, sociale e umana. Per iniziare questo percorso – che abbiamo voluto chiamare Fermenti Romani – lo scorso 4 novembre, abbiamo lanciato un primo grande appuntamento pubblico online a partire proprio dalle energie e dai progetti che arrivano direttamente dalle realtà associative e civiche della città.

Con l’orecchio a terra in città, abbiamo messo al centro del processo le idee e le proposte, in una sommatoria di risposte che promuovono una progettualità, una visione di futuro che parla di transizione ecologica, di lotta alla disuguaglianze, di una nuova società più inclusiva e più giusta. Siamo chiamati a rivedere i tempi e gli spazi della nostra città, in quella che è «la sfida delle sfide» a partire dai temi fondamentali: dalla corretta gestione del ciclo dei rifiuti, alla mobilità sostenibile, dalla lotta alle disuguaglianze, al verde urbano, dal modo per far tornare la Capitale attrattiva per investitori e turisti a quello per valorizzare la sua vocazione di città della ricerca e della conoscenza.

Il prossimo passo? Continuare a incontrare e farci ispirare dalle buone pratiche realizzate dalle energie civiche, Municipio per Municipio, rimettere in connessione i servizi, la politica, la piacevolezza di vivere a Roma in un percorso lungo ma necessario, per far tornare i romani a innamorarsi di nuovo di questa città Ci mettiamo in cammino così, non da sole ma in tante e tanti. Consapevoli della nostra insufficienza e allo stesso tempo innamorate dell’effetto che fa l’incontro fra intelligenze e pratiche. Una piazza aperta, al posto delle stanze chiuse: per smetterla di discutere di Roma, iniziando finalmente a parlare con Roma. E a lasciarle parola”.

Presentazione: "Dalla parte degli ultimi - Una scuola popolare tra le baracche di Roma” e “Non tacere – Scuola 725”. Previous Post
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