Il giorno dopo il Decreto

  • “Mi sembra ci sia più silenzio oggi intorno.
    O magari è solo un’impressione, “il giorno dopo Il Decreto”.

Rocco può dormire più a lungo, niente scuola da oggi al 15 marzo. Ovviamente l’ha presa bene. E forse sarà l’occasione per me per poterlo guardare più a lungo:quella faccia da sedicenne che resiste benissimo all’acne ma si popola ogni giorno di mille inquietudini.
Avremo un tempo più disteso e più lungo da passare insieme, io e lui.

Anche la mia agenda si svuota. È una sensazione strana: riempire il tempo di solito affollato di frenesia. Non dovremo sprecare l’occasione.

Tutto è doppio, in questa Italia aggredita dal suo primo virus globale e social.
Teatri e cinema si fermano, poiché occorre fermare il contagio. Crollerebbe il nostro sistema sanitario se così non fosse: non solo per i contagiati dal coronavirus, che sono fatti di numeri e racconti quotidiani. Ma anche per tutti gli altri, malati a cui non dedichiamo mai neppure un pensiero, che hanno bisogno sempre di terapie intensive e cure, e rischiano di vederle tutte occupate.
Si fermano anche i grandi eventi sportivi. Io per dire non correrò la Roma-Ostia domenica: troppo appiccicati e promiscui i runner. E poi non si potevano bloccare ambulanze e personale medico e paramedico per la corsa. Servono altrove.

Ecco, servono. Forse sarebbe il caso anche di cambiare una volta e per tutte il nostro sguardo sulla sanità e sui dipendenti pubblici da qui in avanti. Certo che l’economia andrà risollevata, dopo questo tonfo – vero, doloroso, disperante e disperato per molti settori dell’economia italiana – da Covid19. Ma bisognerà che siamo molto bravi a correggere gli errori di decenni di tagli e sbornia da libero mercato. Investire su salute e welfare, tanto, bene. Esattamente perché “conviene”, anche all’economia.

Occorre utilizzare questo tempo lento per mettere in moto tutte le controffensive di sistema: quelle che occorreranno per riparare i danni dell’emergenza, e quelle che serviranno a ristabilire le priorità delle scelte.

Certo, nel frattempo che brutto: niente abbracci, zero baci, la distanza tra le persone. Ma anche qui, magari servirà anche questo: ci mancheremo, sentiremo finalmente quel senso di comunità profondo che solitamente facciamo ingoiare da fretta e distrazione.
Io lo sentirò, lo sto già sentendo.
E intendo recuperarlo tutto.
Appena la scienza ci dirà che siamo tornati al sicuro: tutti insieme.

Perché nessuno si salva da solo. Per fortuna.”

Marta Bonafoni Presidente di POP

Emiliano Rubbi ospite di #FormaPOP il prossimo 22 febbraio 2020. Previous Post
Emergenza COVID-19: ora più che mai, restiamo uniti! Next Post