Calciosociale: quando lo sport diventa una “Palestra di Vita”

“Lo sport può fare miracoli”. Quante volte avete sentito questa frase? Ma quante storie ricordate di miracoli sociali, collettivi veri e propri? Sono sicuramente meno di quelli che vorremmo. Oggi però siamo qui per raccontarvi una delle più belle, quella del Calciosociale, una nuova tipologia di calcio: aperta a tutti e basata su regole volutamente reinterpretate e fuori dalla logica comune e dallo straordinario impatto sociale. L’obiettivo è creare un modello di società più giusto e coeso trasformando i campi di calcio in palestre di vita dove l’integrazione avviene quando le persone disagiate entrano a diretto contatto con persone normodotate.

Un modello di gioco, partito da Corviale, e diventato uno stile di vita improntato ai valori dell’accoglienza, della giustizia e dell’amore per se stessi e per l’altro, che viene visto come “dono”.

Per questo abbiamo chiesto a Massimo Vallati, socio fondatore di POP e “inventore” del Calciosociale a Corviale di raccontarci come sta andando e di parlarci di “Palestre di Vita”.

Ha avuto inizio il campionato “Palestre di Vita”, realizzato in collaborazione con la Presidenza del Consiglio – Ufficio sport, che prevede la realizzazione di un torneo, giocato secondo la metodologia di Calciosociale, in tre città differenti: Roma, Grosseto e Modica. Il torneo ha l’obiettivo di favorire l’inclusione attraverso il gioco del calcio. Calciosociale ha infatti consolidato una metodologia sportiva ed educativa che, riscrive totalmente le regole del calcio trasformando i campi in palestre di vita, dove le squadre sono miste, ragazzi e ragazze, uomini e donne, di qualunque età, origine, religione giocano insieme. Tutte le regole sono finalizzate a favorire la cura delle relazioni, preferendole alla semplice competizione sportiva. 

Non ci sono arbitri, i rigori li batte il meno forte, le squadre vengono create in base a dei coefficienti tecnici per garantire l’equilibrio in campo e dare la vittoria al gioco di squadra.  Per rafforzare la metodologia le partite non si giocano solo nel campo di calcio, ma i partecipanti si sfidano in attività laboratoriali e di cittadinanza attiva che contribuiscono ad accumulare punti in classifica. In campo scenderanno dunque squadre miste composte da ragazzi e ragazze tra gli 11 e i 18 anni e donne e uomini fino ai 70 anni. Undici squadre a Roma, 7 a Grosseto e 7 a Modica giocheranno a partire da febbraio fino a fine maggio, dedicando il torneo locale a tematiche specifiche. 

A Roma il torneo sarà dedicato alla salvaguardia e tutela dell’ambiente. Ogni squadra avrà il nome di un uomo e una donna che si sono battuti in tal senso. Come attività fuori dal campo le squadre romane si impegneranno nella riqualificazione di un’area parcheggio di Corviale. Un lavoro svolto da ragazzi e famiglie del posto per ridonare uno spazio abbandonato alla comunità.

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